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16/09/2002 -
TUTTI GLI UOMINI DELL’IMPRENDITORE
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TUTTI GLI UOMINI DELL’IMPRENDITORE
Una delle sfide più difficili ed impegnative che deve affrontare un neo-imprenditore è quella della scelta dei. primi collaboratori. Ad un certo punto della propria attività, qualsiasi sia il settore in cui si opera, diventa assolutamente necessario delegare alcune mansioni ad altri. Ma quali sono le strade migliori? E a quali problemi si può andare incontro?
Quando ci si rende conto di non riuscire più a svolgere da soli il proprio lavoro e dover quindi ricorrere ad un aiuto esterno, le scelte che si possono affrontare sono essenzialmente due. La prima è quella della costituzione di una società, ovvero la stipula di un contratto tra due o più soci per il perseguimento di un obiettivo comune. E' un opzione comunque complessa ed impegnativa, anche per le molte e diverse forme giuridiche offerte.
La seconda opzione riguarda invece l'utilizzo di collaboratori, sia autonomi che dipendenti. Questi, secondo le norme del Codice Civile che li definisce "prestatori di lavoro subordinato", si obbligano a prestare il proprio lavoro sotto la direzione dell'imprenditore, dietro la riscossione di una retribuzione, in base alle tariffe fissate dai contratti collettivi di lavoro.
L'imprenditore ha il dovere di adottare tutte le misure necessarie per tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro; ha dunque l'obbligo di rispettare le leggi in materia di infortuni, malattie, gravidanza e puerperio, garantendo misure di sicurezza e di igiene adeguate. Inoltre deve versare a loro favorire i contributi pensionistici all'istituto di previdenza.
Per la ricerca di eventuali collaboratori le strade possono essere le più diverse. Si va dalla ricerca presso la propria cerchia di amici e conoscenti all'utilizzo dei servizi pubblici come le agenzie dell'impiego o gli uffici di collocamento, oppure dalla lettura degli annunci relativi alle domande di lavoro su giornali specializzati alle società private di ricerca del personale.
Di fondamentale importanza è poi il primo colloquio con il candidato, dove l'imprenditore deve valutarne le conoscenze e le capacità (tramite il "curriculum" lavorativo), ma soprattutto le motivazioni. Non di rado sono proprio queste ultime che rivestono l'aspetto cruciale sulla decisione di un eventuale assunzione.
dice l'AZIENDA
Alessandro Bottega, titolare delle Distillerie di Castello Roganzuolo (TV)
"Non è facile per un giovane imprenditore trovare collaboratori validi. Bisogna essere sensibili e oculati nella scelta, che va valutata soprattutto sul potenziale dell'eventuale candidato.
Un dipendente, poi, ha un costo molto alto per l'azienda ed io consiglierei, almeno inizialmente, di optare per la scelta di delegare all'esterno parte del lavoro, tramite consulenti oterzisti. Un'altra buona possibilità è quella di ricorrere a stagisti, che spesso si possono rivelare futuri ottimi lavoratori e candidati adattissimi per una successiva assunzione".
dice l'AZIENDA
Sergio Be/lato presidente della Spark Energy SpA di Possagno (TV) e presidente di Unindustria Treviso
"La prima cosa da. fare nella scelta dei collaboratori è quella di instaurare subito la fiducia necessaria. Anche perché un giovane imprenditore agli inizi, può mancare di garanzie e non è molto appetibile per chi cerca lavoro. Poi consiglio di guardare noli tanto alle competenze, quanto alle motivazioni che spingono a collaborare una persona con la nostra azienda, da cui dipende in seguito la capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati. Inoltre, è da considerare il fatto che il territorio trevigiano è praticamente già a piena occupazione, e se è difficile per le grandi aziende trovare lavoratori, figuriamoci per chi sta iniziando. Il mio consiglio è comunque quello di essere tenaci fino in fondo".
dice l'AZIENDA
Francesco De Bettin, presidente DBA Group di Villorba (TV)
"Quello della scelta dei primi collaboratori è un problema fondamentale. Nel mio caso ho iniziato cercando presso gli amici ed i parenti. E le scelte si sono rivelate decisamente fortunate, tanto che qualcuno di loro è diventato poi anche socio dell'azienda. Quando le disponibilità finanziarie me lo hanno permesso ho optato per l'assunzione, cercando per prima cercando tre figure fondamentali: una persona per gestire la parte tecnica, una per quella amministrativa ed una per la ricerca di nuovi mercati. Ma siccome l'assunzione con rapporto di dipendenza diretta implica molti costi, ai più giovani, con aziende piccole, consiglio di ricorrere a collaborazioni esterne, come le cosiddette "collaborazioni coordinate e continuative".
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